Archon

 

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La Terra del 2968 è governata da una terribile dittatura nazista che, dopo aver conquistato tre sistemi stellari, è diventata un potente Impero. Un gruppo di dissidenti politici riesce a sfuggire a bordo di un’astronave mercantile e raggiunge Archon, il secondo pianeta di Proxima Centauri. Di loro non si avranno più notizie finché, trecento anni dopo, una nave spia imperiale scoprirà che sono diventati incredibilmente longevi. L’Imperatore, vecchio e malato, scatenerà la Flotta contro Archon, certo di avere a portata di mano un miracoloso Albero della Vita. Ma i dissidenti non sono soli sul mondo che li ha accolti, e gli Imperiali avranno un’amara sorpresa.



 

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Il pianeta Bhlyss fu conquistato dall’Impero prima che questo crollasse consumato da una guerra civile. Oggi la Terra ha finalmente ritrovato la democrazia e il Presidente del sistema solare fa alleanze con i sistemi vicini per costruire l’ambita Federazione dei pianeti uniti. Ma una nuova minaccia irrompe all’improvviso nella Galassia e sarà necessario l’impegno di tutti per fronteggiarla.



The Art of Archon




Studi e illustrazioni delle astronavi e delle creature che popolano l’universo di Archon.




 Cover alternativa de "Il male della galassia"

  




Gli esploratori imperiali raggiunsero il secondo pianeta di Proxima Centauri ma non atterrarono. L'analisi spettrografica rivelò l'assenza di risorse utili alla Terra, e le bizzarre creature che lo popolavano, anch'esse analizzate frettolosamente dallo spazio, furono considerate inutili bestie feroci.
Quando l'imperatore lesse il rapporto, decise di chiamare quel pianeta “Arconte”, perché un mondo così pezzente aveva bisogno del contrasto di un nome nobile.





Navetta trasporto T-736

   Le navette hanno un equipaggio di quattro uomini ma possono trasportarne fino a venti. Non è previsto nessun tipo di armamento, per cui, in caso di attacco, si difendono seminando bombe magnetiche che neutralizzano temporaneamente il nemico. Le ali sono ripiegabili per agevolare l'atterraggio.
La navetta con strisce oro è quella personale del capitano e ospita il suo esoscheletro da battaglia.
  




Intercettore leggero R-42 Wolf

Velivolo monoposto armato con due cannoni laser e due irradiatori a particelle. Ha un raggio d'azione limitato e agisce sempre con l'appoggio della nave madre. La sua forza è il numero: in genere una squadriglia non è mai inferiore alle venti unità.





Mezzo porta truppe da sbarco M-73 Buffalo
 
Navetta trasporto corazzata, difesa da tre torrette mobili con mitragliere laser. Si tratta di un mezzo lento, con possibilità di manovra limitate e durante le invasioni deve essere affiancato dai caccia di scorta. Il suo unico scopo è portare i soldati a terra.


Agamennone, vascello da guerra classe B
    

Come tutti i suoi omologhi che compongono la flotta, porta un nome classico. Questo tipo di vascello dispone di otto bocche di lancio per i velivoli leggeri, quattro per lato. Settanta cannoni laser, venticinque torrette difensive e quattro tubi lancia siluri.
La scomparsa dell'incrociatore Giasone, nel 2935, segnò lo scoppio della guerra contro Luyten. In realtà si trattò di un trucco, serviva un pretesto per aggredirli e la propaganda imperiale montò il caso. L'equipaggio del Giasone fece ritorno, tempo dopo, imbarcato su 72 navette di salvataggio e c'è chi dice che la Ganimede, uscita dai cantieri spaziali pochi mesi dopo l'inizio del conflitto, sia proprio il Giasone astutamente rinominato.




Callisto, super cannoniera classe A

Furono costruite solo due ammiraglie da quando la Terra iniziò le sue campagne di aggressione contro i sistemi stellari vicini.
La prima, più piccola della seconda, fu la cannoniera classe B Tanatos. Venne distrutta durante la guerra rettiliana sul pianeta Bhlyss. Forse fu proprio per scaramanzia che, appena uscì dal cantiere spaziale la nuova ammiraglia, si scelse il nome Callisto: infatti il Tanatos, colui che personificava la morte e doveva spaventare i nemici, non durò molto. I rettiliani si concentrarono su di esso con tutte le loro forze, devastandolo. Erano orgogliosi e anche se prossimi alla sconfitta, cercavano una vittoria simbolica.
La ottennero.
La Callisto differisce dai vascelli da guerra che compongono la flotta soprattutto per le sue dimensioni. È gigantesca, praticamente ha una cubatura pari a quella di quattro vascelli messi insieme. Conta centonovanta cannoni laser, quarantadue torrette difensive e sei tubi lancia siluri. I tunnel per il decollo dei caccia sono dieci, cinque per lato.


Unità Zeist Medusa

  Le unità Medusa (così rinominate dagli archoniani, perché Zeist non aveva mai sentito la necessità di mettere un nome alle sue unità) contrastarono i terrestri durante la prima fase dell'invasione.
Pistola Bifida

La pistola Bifida è l'arma utilizzata dai dissidenti terrestri che si sono rifugiati su Archon. Estremamente leggera, non ha parti metalliche, è costruita in similplastica e silicio, e si alimenta con l'energia prodotta dalla fusione dei cristalli Gridon.
Emette un fascio di luce concentrato, di potenza pari al plasma, purtroppo non riesce a fondere le corazze degli esoscheletri e per la resistenza all'invasione si è rivelata inefficace.



Esoscheletro marine

A metà fra un'armatura e un robot, questa incredibile protezione ha reso gli umani più forti dei loro nemici in mille battaglie. Pesantissima, azionata da servocomandi e tecnologia cybernetica, asseconda i movimenti del suo ospite. Si è resa indispensabile in tutte le campagne di conquista imperiali.


Vampire T-42
  
È l'arma principale utilizzata dai marine. Ha soppiantato l'obsoleto fucile al plasma, ormai in dotazione solo alla Guardia Imperiale. La potenza del Vampire è ottenuta sfruttando al massimo la tecnologia miniaturizzata, necessaria per montare un mini acceleratore nucleare.
Terza stella a destra... e poi dritto fino al mattino.”
«È la mia stella, la terza del sistema Alfa Centauri: è Proxima. Io vivo sul suo secondo pianeta, quello che dalla Terra con un'arroganza che solo noi conosciamo, abbiamo chiamato Archon. Mi chiamo Ossian Larsson e ho trecentodue anni. Eravamo in novecentottanta abbordo del Conestoga C-723. E non ce l'avremmo fatta se non fosse stato per gli scrupoli di un capitano che con la sua nave doveva intercettarci e arrestarci. Non lo fece e forse questo gli è costato caro. Noi dobbiamo tutto a lui. È bizzarro che chi doveva perseguitarci ci abbia salvati... e alla fine non sappiamo neanche il suo nome.
Oggi, finalmente, grazie a quel capitano, abbiamo un futuro. Tutto è ricominciato e la cosa più importante, quella che ha cambiato in modo radicale le nostre vite, è che qui non siamo soli.»

"Un'isola cosmica in un mare di brillanti luci... un pezzo di libertà da difendere a tutti i costi"



Proxima Centauri è una nana rossa di classe spettrale M5 Ve e fa parte del sistema stellare triplo Alfa Centauri. Per molto tempo si è pensato che non avesse pianeti intorno, soprattutto Gas Giganti. Invece, appena le prime navi Scout lasciarono il sistema solare dirette alla sua esplorazione ci si dovette ricredere. Possiede due pianeti e il secondo ha dimensioni simili alla Terra. Qui sotto c'è uno schema semplificato che mette a confronto le tre stelle del sistema Centauri e il nostro Sole.

 

L'atmosfera, densa di nubi, lascia passare poca luce. Una luce rossastra e più debole di quella del Sole.
Archon è più vicino a Proxima di quanto la Terra lo sia al nostro astro. Per questo, anche se la sua stella è piccola, la temperatura riesce ad essere relativamente mite.

 

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