giovedì 24 maggio 2018

Beyond Skyline




Beyond Skyline recensione con spoiler e senza spoiler, proprio come la trama senza trama.


Dunque: i Gormiti invadono la Terra e vanno a caccia di cervelli (allora sono cascati male), ma incontrano John Rambo che salva la bambina dei Visitors e si allea coi Vietcong che fanno la droga per venderla agli americani e di sicuro anche al regista.
Insieme a Rambo c’è Huggy Bear, ma senza Starsky & Hutch… e per fortuna è cieco, così non vede in quale film è capitato.
Tornando al frullato di fantascienza: gli alieni viaggiano su astronavi groviglio e sono invincibili se attaccati dagli aerei Stealth, tuttavia coltelli, spade e scimitarre li affettano senza problemi.
Nel finale l’immancabile scontro tra Godzilla e Gamera e soprattutto il capovolgimento della convinzione che la luce rossa sia dei cattivi e quella azzurra dei buoni, alla faccia di Sith e Jedi!
La chicca assolutamente da non perdere sono i fuori scena inseriti nei titoli finali per alleggerire l’atmosfera. Di solito si fanno per i film comici, mentre qui si contano morti al ritmo di uno al minuto.
Ma come si fa a pensare un film così?

lunedì 21 maggio 2018

Robot Demolitore


Questi simpatici aggeggi hanno una forza e una manovrabilità incredibili. Sono robot non autosufficienti, infatti devono essere comandati da un operatore (che però ne gestisce fino a cento, grazie alla consolle di lavoro).
L’impiego principale è nei cantieri marziani. Hanno demolito in pochi giorni le vecchie installazioni della Nasa e oggi stanno contribuendo alla costruzione di Mars City.
Gli speciali arti tentacolati sono telescopici. E questo è un bel vantaggio tutte le volte che si devono raggiungere determinate altezze o profondità.
La Mecha Corporation sta lavorando a una versione militare, ma al momento tutte le informazioni sono top secret.

mercoledì 16 maggio 2018

il Ranger dello Spazio




James Logan è il più stupido fra i Ranger dello spazio che difendono la Confederazione. Quando ha posato per questa foto era appena sceso sulla seconda luna di Gobboni III… dimenticandosi di chiudere il casco!
Un cretino simile è costantemente seguito dalla Dea bendata, e non è vero che è cieca, perché riesce sempre a vederlo e a salvarlo da sé stesso. Infatti, accidenti a lui, sulla luna c'era aria respirabile.
Purtroppo questa fortuna non capita a chi gli sta intorno: il mese scorso ha quasi distrutto la stazione spaziale lanciandosi all’inseguimento di un pericoloso bandito cosmico. Come diavolo ha potuto far tanti danni, direte voi? Semplice, non ha sganciato gli ormeggi dell’intercettore ed è partito a velocità Smodata.
Eppure a volte il vento cambia e da trovartelo sempre in faccia con la forza della tempesta te lo ritrovi in poppa e prendi il largo che è una meraviglia... sì, sì, sì! Abbiamo la missione giusta per lui: se va male facciamo bingo, perché ce lo togliamo dalle palle. Se invece va bene, come crediamo, diventerà un eroe!
Le ultime notizie in arrivo dalla Frontiera parlano di una potente Flotta aliena intenzionata a conquistare la galassia.
Poveretti… noi abbiamo l’asso nella manica e siamo pronti a calarlo.
James Logan!
Basterà lasciare che il nemico lo catturi e in pochi giorni il loro esercito sarà distrutto…
Ah, ah, ah! Ci fanno quasi pena.


Comando Ranger Spaziali di Marte
20 luglio 2651
Ammiraglio Andrzej Podolsky






Ecco un degno antenato di James Logan. In realtà non sono neppure lontani parenti, ma le analogie nel suo… diciamo “stile” sono evidenti.
Si tratta del poliziotto pasticcione Frank Drebin, protagonista del mitico film “Unapallottola spuntata”, interpretato dall’indimenticabile LeslieNielsen.




sabato 12 maggio 2018

Racconto di Fantascienza



La Regina degli Insetti


La Regina si alzò in mezzo alle altre potenziali regine. Lei era la nuova, se ne rese subito conto.

Le altre non erano del tutto formate. Quelle nate dopo di lei annaspavano ancora cieche, nella bava. Alcune, addirittura, maturavano da troppo tempo dentro l’uovo e probabilmente erano già morte. Ci pensò un attimo. Lo erano davvero? Non poteva saperlo. Le guardò attraverso il loro guscio semitrasparente. Le parve che si muovessero, forse qualcuna ce l’avrebbe fatta, ma lei non avrebbe mai permesso a un’altra di poterle contendere il potere. Era stata la prima a diventare grossa a sufficienza e si sentiva pronta.

Schiacciò tutte le uova.

Dai gusci rotti uscirono rivoli di liquido vitale rosa, insieme ai corpi maciullati delle inquiline. Subito dopo, la Regina si volse verso le sorelle cieche. Con le zampe, furiosa, le colpì, le colpì e le colpì ancora, fino a ucciderle tutte.

I loro corpi martoriati, col liquido vitale sparso intorno, la fecero gioire. Finalmente era diventata la sola padrona di tutto. Mangiò le carcasse per riprendere le forze, visto che si era stancata molto nel massacro.

Finito il banchetto, uscì da quella sezione del formicaio. Le piacque subito lo stile tecnologico dei cunicoli di collegamento, anche se decise che avrebbe dato un suo tocco personale e per farlo doveva istruire fuchi e operai, perché erano loro che costruivano le strutture. Prima, però, bisognava uccidere la vecchia Regina. Si diresse verso la sua dimora, sapeva dov’era. Glielo diceva il suo istinto.

Trovò la vecchia in mezzo a molti fuchi. La nuova Regina si eresse maestosa e aggressiva. L’altra non reagì. Aveva un tremore sul corpo e lo sguardo rassegnato. La nuova Regina la colpì con le sue sei zampe anteriori, con forza, e le sfondò la testa quasi subito.

I fuchi abbandonarono la loro defunta padrona e accorsero dalla nuova. Gli operai ricevettero un segnale dai fuchi e nei loro piccoli cervelli si impressero le nuove direttive regali. I fuchi trasmisero anche il volere della Regina a tutti i guerrieri del regno.



Il giorno dopo, alla luce della prima alba di BL Ceti, la pietra grigia mista al ferro che componeva quasi tutta la pianura e i crinali delle montagne, scintillò. Alla seconda alba, invece, quella di UV Ceti, che sorse alcune ore più tardi, il paesaggio si colorò di rosso.

Dal formicaio emerse la Regina. Nessuna delle sue antenate l’aveva fatto, perché avevano sempre preferito starsene là sotto, al sicuro, e inviare guerrieri in esplorazione oppure operai a raccogliere materiali. Ma lei voleva conoscere l’intero regno, personalmente. In superficie, fu circondata da tremila guerrieri, ognuno coperto di tecnologia. Avevano corazze e armi innestate direttamente nei corpi, montate al posto di arti staccati e gettati via da qualche parte, a seccare.

Un tempo si era combattuto solo corpo a corpo, ma gli scontri con le altre civiltà avevano indotto le regine a potenziare i loro soldati, anche con armi a distanza.

La Regina avanzò imperiosa. Dietro di lei si trascinarono, attaccati ai tubi di collegamento, i Ricordanti, cioè i fuchi mnemonici.

In loro, la vecchia Regina aveva riversato la storia di ogni più piccolo avvenimento accaduto durante il suo regno. E loro avevano poi trasferito fatti e dati nel centro di archiviazione, in fondo al formicaio.

La nuova Regina estraeva direttamente da loro ogni informazione. Era un modo veloce e violento per assimilare subito quanto si voleva sapere. In fondo, a quel modo, la vita dei fuchi assumeva un minimo valore che altrimenti non avrebbe avuto per lei.

Il primo Ricordante, essiccato e svuotato dall’interno, cadde a terra. Il suo corpo non serviva più alla Regina, quindi gli staccò il tubo comunicante e l’abbandonò.

Aveva appreso dell’invasione terrestre nel suo sistema stellare e dell’esistenza di altre regine e altri formicai più piccoli sulle lune del suo mondo. E addirittura sull’altro pianeta del sistema. Doveva comunicare con loro e, da pari quali erano, organizzare una strategia comune.

Un altro Ricordante, appassito, crollò al suolo. Lei staccò il collegamento e ritrasse il tubo dentro l’addome. Apprese con disappunto che gli Umani avevano distrutto il mondo che orbitava intorno alla stella gemella della sua. Non erano riusciti a conquistarlo e avevano preferito distruggerlo, spazzando via un intero regno di insetti. La rabbia la fece fremere forte, decise che avrebbe preparato una tremenda vendetta. Ma non subito.

Prima c’era da capire, scoprire e riordinare. Spedì i guerrieri in perlustrazione, sui territori lontani del suo mondo e nello spazio.

Attese, paziente.

Quando tornarono, riferirono di una situazione tranquilla, pareva che nessun nemico minacciasse il regno, almeno per il momento.

La Regina risucchiò la vita da altri due Ricordanti e li abbandonò. Apprese che i fuchi avevano costruito esseri meccanici, simili agli insetti nell’aspetto. Come loro erano senza testa, con grosse antenne e una simil-bocca longitudinale piena di denti che attraversava il torace. Era importante che fossero così, per farsi identificare correttamente.

Questi esseri meccanici riproducevano suoni simili a quelli emessi dagli Umani, ne interpretavano il linguaggio traducendolo per la Regina. Loro avevano trattato con gli Umani dopo l’armistizio che aveva segnato la fine della guerra.

L’altra Regina era stata l’artefice di tutto ciò, perché aveva creduto che fosse importante mantenere un canale di contatto col mondo degli Umani, per controllarli e allo stesso tempo per tenerli a distanza. Quella Regina aveva adottato una politica difensiva.

Quella regina era stata una stupida!

Lei avrebbe fatto diversamente. Intanto perché bisognava vendicare il regno distrutto e poi perché gli Insettoidi erano migliori dei Terrestri. Doveva lavorare sodo per cambiare la faccia al suo mondo, ma era sicura di riuscirci.

Un altro fuco stramazzò a terra. Rimaneva solo l’ultimo, presto sarebbe stata completamente aggiornata.

La nuova Regina vide una seconda invasione di creature sconosciute, arrivate da squarci aperti sul nulla. La vecchia Regina aveva scatenato i suoi guerrieri e dopo una furibonda battaglia i nemici si erano ritirati. Ma le perdite erano state ingenti e la Regina aveva dovuto deporre moltissime uova per rinforzare l’esercito.

In un altro ricordo seppe di una terza invasione, compiuta da creature gigantesche. I guerrieri avevano difeso Argha per la terza volta e per la terza volta avevano vinto, perché i colossi senza testa erano crollati su se stessi.

L’ultimo Ricordante, avvizzito, morì. La Regina non se ne accorse subito, era occupata in altri pensieri, così lo trascinò per un po’ e il peso le strappò il tubo. Sentì una fitta all’addome, ma non fu cosa grave. Presto avrebbe prodotto un nuovo tubo.

Tornò nel formicaio. La priorità, ora, divenne ripristinare le perdite della terza invasione. La vecchia Regina non era riuscita a coprirle con nuove uova, proprio perché vecchia e stremata. Per ovviare a quella debolezza, aveva deciso di deporre le uova Garr, dalle quali almeno una Regina sarebbe riuscita a nascere.

E una ce l’aveva fatta.



I fuchi le donarono il seme e subito dopo la Regina li divorò. Nei giorni successivi depose milioni di uova. Tutte di guerrieri. Poi comunicò con le regine dei regni sulle lune e sull’altro mondo. Scoprì che i suoi segnali arrivavano molto lontano e ben presto stabilì un contatto permanente con loro.

Alcune erano vecchie, altre giovani, ma sapevano di avere un regno piccolo fondato su una luna, per cui si sottomisero a lei, senza condizioni.

E la nuova Regina di Argha impartì le sue direttive. Gli operai costruirono le arche imbevute di bava antigravità, le equipaggiarono con i cannoni a particelle ioniche, montarono i motori e caricarono i gusci per la sopravvivenza nello spazio.

Quando la flotta di arche fu pronta, si levò in volo, carica di guerrieri. Salì in cielo e uscì dall’atmosfera. Rimase quindi in orbita in attesa di ordini.

Di fronte a tanta potenza, la Regina fu sicura che, insieme alle sue sorelle, avrebbe fatto tremare l’universo. Decise perciò che, per placare la sua sete di vendetta e per far esercitare al combattimento le sue truppe, il primo obiettivo dell’Impero insettoide sarebbe stata la Terra.

martedì 8 maggio 2018

Futuro e Passato



In un passato molto remoto l’umanità contava il trascorrere del tempo dalla nascita di un tizio che, secondo una leggenda, tornò in vita tre giorni dopo essere stato ucciso.

Questa convinzione profondamente illogica condizionò la vita degli esseri umani praticamente in tutto, fu una filosofia di massa che loro chiamarono Religione.

Non era certo la prima, ma di sicuro fu quella più radicata. Insieme alla Guerra, combattuta da sempre fra creature della stessa specie, raggiunse picchi di violenza incredibili seminando ovunque morte e distruzione.

Altri concetti pericolosi, che all’inizio si presentarono con intenti positivi e che successivamente divennero sempre più estremi, furono gli ideali.

La cosa assurda, a noi francamente incomprensibile, è che questi ideali avessero come simboli zone precise del corpo umano: alcune persone, in pratica, simpatizzavano per la parte sinistra, forse la mano, odiando le persone che simpatizzavano per la parte destra, che a loro volta contraccambiavano quell’odio con altro odio.

Per distinguersi e evitare di uccidere per sbaglio qualcuno della propria fazione, ci si salutava col braccio destro e la mano tesa se si apparteneva al lato destro dell’odio. Oppure ci si salutava col braccio sinistro teso e il pugno chiuso se si apparteneva al lato sinistro. La mano libera poteva essere utilizzata per impugnare velocemente una pistola o un coltello, ma quelli mancini della fazione sinistra e quelli che non erano almeno ambidestri nella fazione destra dovevano fare un addestramento supplementare.

Per la verità c’era anche un ideale che simpatizzava per il centro, e a noi viene subito in mente la testa, il cervello e quindi la ragione. E visto che basiamo la nostra esistenza sulla logica ci sentiremmo forse a casa in questo gruppo di persone? No, per niente! Chi seguiva l’ideale di centro, infatti, rappresentava la Religione, cioè la più illogica delle fazioni.

Il mondo del passato ci appare oscuro e ci convince di quanto sia stata fortuita l’evoluzione dell’uomo, quanto sia stata vicina all’estinzione la nostra specie e quanta colpa abbiano avuto i nostri antenati nel determinarne le cause.

Per tutti questi motivi conserviamo la Storia delle civiltà umane che si sono avvicendate sulla Terra nei nostri archivi mnemonici, ma impediamo ai nostri giovani di venirne a conoscenza.

Il percorso istruttivo che ricevono assicura loro una visione obiettiva del mondo e mantiene in armonia la nostra società.



La responsabilità di Guardiani della Scienza ci impone il mantenimento a qualsiasi costo del delicato equilibrio finalmente raggiunto.





Quarta Era della Logica, secondo Periodo, 642° Ciclo.



Primo Custode della Scienza

Amiante Sawntharis.


sabato 5 maggio 2018

The Orville vs Galaxy Quest




Era da tanto tempo che non vedevo una serie TV così divertente. The Orville è una ventata di aria fresca nonostante sia la fotocopia (voluta) di Star Trek.

Ricordo un film che mi divertì moltissimo: Galaxy Quest, con Tim Allen, Alan Rickman e Sigourney Weaver. Si basava sulla trovata spassosa dei pacifici extraterrestri Thermiani minacciati dal sanguinario alieno Sarris che, dopo aver captato le avventure della serie TV, giungevano sulla Terra e chiedevano aiuto all’equipaggio del comandante Jason Nesmith. Un po' com’era successo nel famoso western I magnifici 7. E gli costruivano addirittura l’astronave del serial perfettamente funzionante!





The Orville è qualcosa del genere, ma anche qualcosa di più: la grafica è chiaramente ispirata a Star Trek: The Next Generation e gli episodi pescano dall’intero universo trekkiano, compresi gli episodi della serie classica con James T. Kirk.

Le battute comiche e le parolacce che in Star Trek venivano sempre evitate, rendono la serie diversa quanto basta. Memorabile è lo scherzo che Isaac (l’equivalente alieno dell’androide Data) fa a Gordon Malloy, che a sua volta gli aveva incollato pezzi di Mr. Potato sulla faccia per scherzo.

Insomma… fantascienza va bene, ma perché si deve essere sempre serissimi? Ridere fa bene e con The Orville si ride.








martedì 1 maggio 2018

La Rete



La Rete me la immagino così: un po' malefica come Skynet e un po' benevola come Internet. Un reticolo di collegamenti molto simile all’insieme delle sinapsi del cervello umano, un cervello positronico universale. Chissà… forse un mostro.
In questa entità che nel 1969, con ARPANET, sembrava ancora fantascienza e che negli anni ‘90 è diventata realtà, ci sono anch’io, quasi invisibile... col mio minuscolo blog.
Ma i blog possono fare una brutta fine e forse un giorno i miei dati bruceranno inesorabilmente nella fornace dei bit e a me resterà solo il freddo messaggio “server non trovato” come ricordo di ciò che avevo fatto.
Per questo ho pensato di riunire quel che più mi interessa in un libro. Ci sono un paio di racconti, molti disegni che non avevo ancora inserito in nessun volume e i ragionamenti più contorti pubblicati nel blog. C’è anche qualcosa di divertente, o almeno scritto nel tentativo di far ridere...

“Crom! Fa' sì che questo libro piaccia a qualcuno. E se tu non m’ascolti, allora va' alla malora.”