martedì 3 aprile 2018

L'errore Fantasy



La terribile orda del Signore degli Inganni mosse alla volta del Castello di Skarlindarr. Schiere di Goblin indisciplinati marciavano a fianco degli Orchi e dei possenti Troll, gli Stregoni sprigionavano scintille dalle loro mani ossute e i Banshee volteggiavano urlando.
Ad attenderli sugli spalti delle mura c’erano centinaia di arcieri pronti a incoccare le frecce e armigeri decisi a resistere fino alla fine. Dietro il ponte levatoio, cento Cavalieri trattenevano a stento i cavalli col proposito di tentare una sortita.
Fu allora che il cielo divenne cupo e strani nuvoloni preannunciarono un temporale. Gli uomini e i mostri guardarono in su, il tempo sembrò fermarsi, le nuvole esplosero!
Un gigantesco disco argenteo scese producendo uno spostamento d’aria fortissimo, molti guerrieri caddero. Si fermò a pochi metri dal suolo, aprì un portello e allungò una lingua metallica fino all’erba.
Sbarcarono alcuni ometti della statura dei Nani, ma dall’aspetto decisamente differente. Indossavano abiti bizzarri e avevano la testa protetta da una ridicola ampolla di vetro.
Uno di loro parlò una lingua incomprensibile. Si rese conto di non essere stato capito osservando le facce sbalordite dei guerrieri di entrambi gli eserciti.
Armeggiò con un congegno, riformulò la frase e finalmente divenne comprensibile:
Scusate, crediamo di aver sbagliato epoca e luogo. Non è qui che possiamo incontrare il Presidente degli Stati Uniti per stabilire il primo contatto, vero?”







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